Saroglia Mara

Mara Saroglia Andruetto, nata a Trofarello (TO), residente a Torino, si è diplomata presso il Liceo Artistico dell’Accademia Albertina di Belle Arti in Torino nel 1950.

La sua carriera artistica ha avuto inizio lo stesso anno sotto la guida del Prof. Mario Micheletti.

Dal 1965 al 1993 ha insegnato Educazione Artistica nelle scuole medie statali. Dal 1954 espone in mostre collettive e personali e le sue opere sono presenti in quelle della Promotrice delle Belle Arti e del Piemonte Artistico e Culturale di cui è socia fondatrice.

Nel 1956 ha eseguito per il Museo Antropologico di Torino nove pannelli raffiguranti le tappe evolutive dell’uomo preistorico, ora esposti al Museo di Scienze Regionali di Torino.

Nel 1956, in collaborazione con Carla Gentile, ha dipinto con scene della vita di Gesù adolescente, la parete absidale della Cappella dell’istituto Pro-Puerizia di Torino.

Dal 1990 è presente nelle mostre collettive dei centri di attività sociali FIAT.

Le tecniche con cui lavora sono: la pittura ad olio, l’acquerello, il pastello e lo smalto su rame e argento.

Ha partecipato a concorsi nazionali e internazionali riportando premi e medaglie.

Numerose opere figurano in collezioni private di varie città italiane.

Hanno parlato di lei:

Marziano Bernardi, Arturo Bottello, Luciano Budigna, Lucio Cabutti, Luigi Carluccio, Massimo Centini, Angelo Dragone, Bartolomeo Gallo, Riccardo Giorda, Paolo Levi, Gian Giorgio Massara, Angelo Mistrangelo, Ugo Pavia, Aldo Spinardi.

 

“… i dipinti ad olio riflettono qualcosa di nuovo nel gusto della pennellata matericamente arricchita: vi è infatti un senso del colore e del segno che da un lato si riallaccia ai migliori dei suoi vecchi paesaggi, per puntare d’altra parte alla scoperta di nuove soluzioni, proprio d’un più moderno linguaggio della pittura.”                        Angelo Dragone

 

“… riservata di temperamento ma entusiasta, ama la pittura, avverte la carica emotiva che sta nel colore, si pone di fronte al paesaggio con l’intendimento di catturarne ogni minimo particolare per tradurlo in sensazione cromatica. Il modo di dipingere della Saroglia, memore degli insegnamenti di Micheletti, ma ora più libero e personale, è valido nella scioltezza della pennellata, vivace nel taglio prospettico, scelto come se si trattasse di una inquadratura scenica. Un positivo capitolo sta nell’acquerello, memore di un momento lieto della sua esistenza.”                Gian Giorgio Massara

 

“… nell’osservare i suoi quadri si può notare come questa pittrice recuperi i segni essenziali di una lirica lezione realistica, di una peculiare visione delle immagini circostanti, di una serena adesione al paesaggio piemontese e alle delicate marine che danno la vera misura del suo impegno espressivo. E in questa sequenza di impressioni si avverte la lenta e continua trasformazione dell’esperienza della Saroglia che, in certi casi, ha smorzato i lavori figurativi del suo lavoro per esprimersi in pagine quasi astratte.”             Angelo Mistrangelo

 

“… la Saroglia presenta vari lavori, tra cui alcuni eseguiti con la tecnica dell’acquerello. Si tratta di una tecnica assai complessa dove la goccia traditrice può rovinare del tutto il lavoro inizialmente ben impostato. La pittrice si sa destreggiare assai bene anche nelle composizioni ad olio in cui si avverte forza espressiva.”                                   Paolo Levi

 

OPERE